giovedì, marzo 29, 2007

Eye in the sky

Ovvero il nuovo film prodotto da Johnnie To e girato dal suo fido sceneggiatore Yau Nai-hoi.
Il trailer lo potete vedere sulla pagina dell' Hong Kong Filmart.
Pubblichiamo una recensione di Dan Fainaru, apparsa su Screen International:

Yau Nai-hoi, ex sceneggiatore di Johnnie To, debutta in maniera strabiliante nel film di genere Eye In The Sky. Ben costruito, veloce e alle volte perfino velocissimo, il film presenta un nuovo talento della regia, dotato di una considerevole padronanza del linguaggio cinematografico, che dovrebbe fare molta strada, anche se il suo primo lavoro reca l’impronta del maestro.

Una crime story del tipo molto amato da Johnnie To (che ha prodotto il film), è narrata in modo economico ed efficace e fatta con calcolata precisione matematica. Inoltre mette in scena molti degli attori che regolarmente lavorano con To, compreso Simon Yam (qui un bravo ragazzo), Lam Suet e Cheung Siu Fai.

Sebbene probabilmente più forte nella forma che nel contenuto, la crime story di Yau dimostra di avere superba maestria professionale e dovrebbe avere successo sia in festival che in circuiti commerciali, specialmente in quelli specializzati nel genere. Hollywood, sempre alla ricerca di potenziali talenti per rinfrescare le sue fila, dovrebbe prenderne nota.

Proprio come PTU, un film di To scritto da Yau, il centro focale è ancora una squadra speciale di polizia nota come Unità di Sorveglianza. I suoi ufficiali si vestono in borghese, superano difficili test e usano i più recenti gadget. Per nessun motivo essi devono rivelare la propria identità. Tutto quello che devono fare è scoprire sospetti, osservarli e far intervenire le squadre speciali SWAT quando devono arrestare qualcuno. Dog Head (Yam), uno degli agenti più esperti nell’Unità di Sicurezza, sta istruendo una recluta che ha soprannominato Piggy (Tsui), quando sono chiamati in aiuto per inseguire una banda violenta comandata dalla mente dell’insensibile e spietato Shau (Tony Leung Ka-Fai).

Gli appostamenti e gli inseguimenti si fondono in una serie di sequenze perfettamente orchestrate che vanno oltre al previsto, mentre la sceneggiatura presenta continuamente nuovi ostacoli. Ma questi difetti sono poco importanti. Nelle mani di altri registi, questo insieme potrebbe diventare una delirante parabola sulla mancanza di privacy e la minaccia della polizia di stato. Non qui, dove Yau Nai-hoi costruisce una storia dove il bene e il male sono definiti dal genere, non da trattati teologici. Gli esperti attori sono bravi. Yam appare discretamente disordinato e mostra una pancetta che potrebbe sorprendere le sue ammiratrici, Tony Leung Ka-Fai è violento in modo adeguato e Kate Tsui ha il giusto insieme d’innocenza e malizia.
Un eccellente lavoro di ripresa con uso dei toni saturi così spesso prediletti dai film di To e un montaggio veloce danno il loro contributo ad un esercizio di grande divertimento.

1 commento:

Mauro F. Giorgio ha detto...

Avremo l'onore di vederlo tra qualche giorno al FEFF.